Ángel Uriel Barreto (Asunción, 1997) è un artista e fotografo paraguaiano alla costante ricerca e documentazione della vita urbana, spazi di margine e periferie attraverso l’osservazione dell’ordinario e degli spostamenti quotidiani, le tracce del cambiamento e un’attenzione particolare per gli elementi materiali che testimoniano le tensioni tra l’ambiente e i suoi abitanti, lo spazio pubblico e quello privato, l’accessibilità e il controllo.
La pratica di Barreto si distingue per l’impiego diffuso dei media digitali, tra cui fotografia, video e registrazioni audio, e per una continua sperimentazione di tecnologie quali la realtà aumentata, la grafica e l’IA, affiancate da installazioni e interventi nello spazio.
Grazie al progetto “De los horizontes” (2023), nel 2025 l’artista ha vinto la V edizione del Premio Open Borders , fondato da Luigi Galimberti nel 2021 con l’obiettivo di promuovere le arti e le industrie creative in Paraguay a livello internazionale attraverso una residenza artistica in Italia.
La serie fotografica “De los horizontes” è dedicata agli incendi lungo il confine tra Paraguay e Argentina: attraverso il teleobiettivo, Barreto ha catturato paesaggi in cui enormi colonne di fumo diventano traccia visibile delle trasformazioni ambientali e politiche del territorio, dove la natura viene sacrificata a causa dell’indifferenza dell’uomo nei confronti dell’ambiente dettata da interessi puramente speculativi e capitalistici. Negli scatti di Barreto la distanza dello sguardo permette di perdere ogni riferimento preciso, trasformando i paesaggi immortalati in immagini che parlano di una condizione universale e condivisa a livello globale.
Il premio Open Borders è stato assegnato ad Ángel Uriel Barreto durante fiera d’arte Oxígeno di Asunción nell’ottobre 2025, con la seguente motivazione: “La ricerca di Ángel, che si colloca all’incrocio tra fotografia, nuovi media, scienza, tecnologia e ambientalismo, è particolarmente importante per promuovere un dialogo tra i diversi settori della società paraguaiana, rafforzando un discorso culturale e politico di maggiore conoscenza e tutela dell’ambiente, nonché del rapporto tra centri urbani, periferie e aree rurali”.
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Ángel Uriel Barreto "De los Horizontes" Allestimento a Casa degli Artisti
Grazie al Premio Open Borders, tra giugno e luglio 2026 Barreto ha avuto l’opportunità di trascorrere un periodo di residenza presso Casa degli Artisti a Milano, che gli ha permesso di continuare e ampliare la sua ricerca sugli spazi liminali delle città.
Durante questa residenza, lo sguardo dell’artista si è spostato dall’orizzonte distante alla dimensione ravvicinata della città di Milano, continuando a ricercare quei segni che raccontano le trasformazioni del territorio e che rivelano le modalità con cui la città organizza relazioni di accesso, separazione e controllo.
Attraverso la fotografia l’artista ha esplorato a fondo il quartiere di Crescenzago, nella zona nord-est di Milano, sotto la guida di Christian Gangitano dell’associazione Atelier Spazio Xpò, che ha sede proprio nel quartiere e in compagnia di Max Botticelli, altro artista in residenza a Casa degli Artisti vincitore della call Omnirica – Spazi Desideranti.
Il lavoro di Angel si è concentrato su quegli elementi che normalmente rimangono ai margini dello sguardo: dispositivi di architettura ostile, come recinzioni, inferriate, paletti, filo spinato ed elementi dissuasori, che rivelano le logiche con cui gli spazi urbani vengono organizzati.
Accanto a queste barriere compaiono i confini naturali, rappresentati dall’acqua del Naviglio Martesana, dagli alberi e dai parchi; quelli amministrativi, che delimitano il quartiere; e quelli temporanei prodotti dai cantieri, dagli edifici abbandonati e dalle trasformazioni urbane in corso. Nel loro insieme queste barriere delineano un paesaggio antropizzato costituito da intersezioni e interruzioni, dove i processi di rigenerazione urbana convivono con dispositivi di controllo e delimitazione, restituendo una città attraversata da continue tensioni, negoziazioni e incessanti trasformazioni.
Per Barreto questi dispositivi non sono semplici elementi architettonici, ma luoghi in cui si sedimentano memorie, percezioni e pratiche dell’abitare.
Durante la sua esplorazione delle periferie di Milano nord, Barreto non si è limitato a collezionare scatti, ma li ha intrecciati alle narrazioni di abitanti, comunità e realtà associative della zona , come lo spazio Magnete del quartiere Adriano, visitato da Angel in compagnia di Sara Carma, che hanno restituito un territorio attraversato da differenze sociali e profonde trasformazioni urbanistiche.
In foto
1. Ángel Uriel Barreto In esplorazione nel quartiere di Crescenzago
2. Scatti realizzati da Angel Uriel Barreto nel quartiere di Crescenzago durante la residenza.
Durante le serate di Open Studio a Casa degli Artisti, Barreto ha presentato al pubblico il frutto della sua ricerca condotta sulle periferie milanesi, il progetto “Los Tras-pasos”(I tra-passi), che ha preso forma attraverso fotografie, registrazioni audio-video raccolti lungo Via Padova, Via Adriano, il Naviglio Martesana e altre strade secondarie del quartiere di Crescenzago. Si tratta di un’indagine ancora in divenire, nella quale Milano entra in dialogo con le precedenti indagini condotte dall’artista ad Asunción e altri luoghi del Sud America.
La pratica di Barreto – osserva la nostra direttrice editoriale Anna Vittoria Magagna e curatrice della residenza – va oltre il concetto di documentazione e costruisce un processo di lettura del paesaggio, attraverso gli indizi che esso restituisce. Attraverso la fotografia, il video e la pratica dell’attraversamento, Barreto costruisce una costellazione di immagini che mette in relazione luoghi, tracce e trasformazioni. Pur appartenendo a contesti geografici differenti, i materiali raccolti a Crescenzago rimandano a dinamiche che parlano di condizioni universali e ricorrenti della città contemporanea. Più che descrivere il territorio, il suo lavoro ne rende visibili le tensioni, invitando a ripensare il modo in cui i confini vengono prodotti, percepiti e abitati.
In foto
Ángel Uriel Barreto "Los Tras-pasos" Allestimento a Casa degli Artisti