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Exhibition

Galleria Monopoli

Via Giovanni Ventura 6, 20134 Milano

From Jan. 23, 2018
to March 5, 2018


OPENING

23

Jan. 23, 2018
6:30 p.m. - 9 p.m.



ABOUT

Nel Sogno, ossia vita di Luciano, lo scrittore antico fa dire alla Paideia, l’educazione elevata, che la pratica dello scultore è disdicevole perché egli non è che un cheirònax, uno che lavora con le mani, incapace di uscire dalla prigionia che la materia gli impone: e la materia vuole e può essere certe cose e non altre, mentre la padronanza della parola rende capaci di tutto, dal pensiero alla convinzione. Valerio Tedeschi è sin dai suoi inizi un cheirònax dentro, un artista cui è con ogni evidenza necessario il rapporto diretto, fisico con la materia, ma che a differenza di un artefice antico è nato nel nostro tempo e sa dunque che l’arte non può non essere anche embodiment del discorso d’arte, ragione ed esercizio critico rimuginato nel tempo lungo del processo fabrile, operazione a un tempo retorica e profondamente antiretorica di decostruzione e ricostruzione deviante. Inoltre è parimenti figlio di un’idea della scultura passata attraverso la faglia decisiva della fluenza formale di Bernini, del pittoricismo, dello spettacolo, della meraviglia contraddittoria della materia: che è il marmo di Foggini ma può anche essere lo stucco agevole di Serpotta, materia che sempre finge non solo altro ma anche, parimenti, se stessa. Infine, la sua modernità ispida porta le stigmate della vicina lezione surreale, l’impronta dell’ironia e dello scacco di senso, del paradosso significativo, e un turgido umore contaminatorio che induce la materia formata a collidere con materie/cose impreviste – certo non più anticanoniche, ormai – ma criticamente vive, dalla piuma al filo da sutura.